Girando per Torino: i tour di cineturismo da Cabiria a Dopo mezzanotte passando per Profondo rosso

  • by

Articolo originale disponibile qui

Dal 1920, con Cabiria di Mario Martone, fino ai più recenti film girati in città: Torino come un set attraverso un secolo di storia del cinema.Nasce da qui l’idea di un tour di cineturismo, che accompagneràil 2020 di Torino, città del cinema, iniziativa che celebra i vent’anni della Film Commission Torino Piemonte e del Museo Nazionale del Cinema della Mole Antonelliana. Ed è proprio quello di ripercorrere in una grande carrellata fatta di storie, scenografie, attori e scene ormai iconiche l’intento dell’iniziativa che ha preso il via il 14 febbraio in città.

Girando per Torino, questo il percorso composto da 20 postazioni multimediali dislocate in centro, ognuna dedicata a un pezzettino di storia del cinema realizzato a Torino nel corso degli anni. Si viaggia con la fantasia da Cabiria fino al recentissimo The King’s Man, passando attraverso Profondo RossoSanta MaradonaLa Meglio GioventùDopo MezzanotteIl Divo.

Un nuovo modo per fare turismo scoprendo angoli della capitale sabauda e approfondendo ogni volta il suo rapporto con il mondo del cinema, che tante sorprese ha da raccontare sulla sua stessa storia, sulle tecnologie, i ritratti del mondo e i cambiamenti, prima di tutto quelli della stessa Torino, immortalata di film in film nella sua evoluzione. Tra gli obiettivi del progetto, quello dioffrire ai torinesi e ai turisti la possibilità di approfondire e rivivere venti pellicole che hanno contribuito a rendere Torino meta e location privilegiata di tantissime produzioni cinematografiche.

E così Profondo rosso con il suo bar inesistente e metafisico, ma anche Santa Maradona e la sua travolgente novità in una Torino della “generazione mille euro” che doveva ancora uscire allo scoperto sono tra le tappe di passeggiate cinematografiche da scoprire in apposite postazioni le cui grafiche raccontano ogni volta un film. Non potrebbero mancare altre storie iconiche come La meglio gioventù o La donna della domenica, narrazioni ormai diventate iconiche di momenti storici in altrettanti centrali scorci di una città colta nei suoi spazi più rappresentativi come il quartiere della Consolata o Porta Palazzo e il Balon.

I “box” cinematografici, che giocano ogni volta con i riflessi degli specchi, garantendo l’effetto straniante di sentirsi immersi dentro un film, sono sparsi per svariati punti della città. Ognuno ha una postazione che permetterà al pubblico di accomodarsi e gustarsi i video legati al film. Commenti e curiosità avranno le voci di Steve Della Casa e Efisio Mulas, storici conduttori della trasmissione radiofonica di Radio Tre dedicata alla settima arte Hollywood Party.

Come non perdersi nemmeno una tappa? Esiste una mappa con tutte le venti postazioni e i relativi film, la si potrà trovare agli uffici del turismo di Piazza Castello e Piazza Carlo Felice. E c’è anche una versione online nonché una app, Italy For Movies, che racchiude l’itinerario dedicato a Torino Città del Cinema 2020, con percorsi e itinerari turistici ideati e curati da Steve Della Casa e Federica De Luca.

È una Torino che cambia con le sue pagine di storia e con le idee dei tanti registi che l’hanno scelta come set. Una Torino a volte silente, scenario quasi anonimo che si alterna ad altre città, altre volte prepotentemente protagonista, personaggio essa stessa, come nel caso dei film tratti dai romanzi di Fruttero e Lucentini, dopo La donna della domenica anche A che punto è la notte, film del 1986 in cui Mastroianni-Santamaria passeggia davanti alla chiesa di San Filippo Neri coperta di finta neve.

C’è una Torino che non esiste più in tanti scorci immortalati dal cinema: chi ricorda, per esempio, i tram passare in via Accademia delle scienze, dove Luca Zingaretti e Margherita Buy si scontrano in I giorni dell’abbandono? Luoghi noti si trasformano sul grande schermo, fino all’inaudito, come per esempio le Mini di The italian Job, forsennate sulle scalinate di Palazzo Carignano, o Palazzo Nuovo, non università ma sede di uffici.

Tante le statuette e le nomination dei film torinesi che spaziano dai David di Donatello alla Berlinale e a Cannes. Come non citare Dopo mezzanotte, la produzione indipendente di Davide Ferrario del 2004, girato in digitale come lavoro pionieristico a basso costo, con le sue 10 candidature ai David? Un film che racconta una Torino nuova e magica, tra la Mole, il tempio del cinema, e l’arte diffusa in città con le luci d’artista. Perché «i luoghi, a volte, raccontano le storie meglio dei personaggi» e Torino in quest’arte, quella del cinema, eccelle come una vera star.